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Published on: AS

28 Giugno 1988

Lo scienziato francese Jacques Benveniste pubblica sulla rivista Nature uno studio in cui ritiene che l’omeopatia susciti una reazione in alcune cellule sanguigne. Non si riuscira’ pero’ a ripetere i risultati dello studio in altri laboratori. Nel suo laboratorio di Parigi, si rechera’ poi James Randi, famoso illusionista nonche’ smontatore di truffe. Randi scopre ben presto l’inghippo: l’assistente annota i risultati dell’esperimento su un block-notes, che poi porta a casa e altera ad arte. Randi porta alla luce una delle truffe scientifiche piu’ clamorose e beffarde della storia del XX secolo: Benveniste imbrogliava. Per scoprire il trucco Randi, videoregistra gli esperimenti, poi i codici scritti a mano sulle provette, sono sostituiti da etichette con codice casuale per renderle anonime (procedura cieca), e la chiave del codice e’ appuntata su un foglio, risposto fra due fogli di alluminio, e poi chiuso in busta sigillata con adesivo, che rende evidente la presenza di impronte digitali, e infine viene incollata al soffitto. Prima di lasciare il laboratorio, James Randi, all’insaputa di tutti gli altri, marca anche sul pavimento la posizione della scala usata per attaccare la busta al soffitto. Il giorno dopo, al suo ritorno, la scala e’ stata spostata, e la busta era stata monomessa per essere aperta, fallendo. Prima della fine dell’anno si accumulano pero’ altri risultati negativi nei tentativi di duplicare l’esperimento (J. Seagrave, S. Bonini, E. Adriani., F. Balsamo fra gli altri). Jacques Benveniste vincera’ comunque ben due premi Ig Nobel, il primo nel 1991, per la chimica, per aver dimostrato che l’acqua e’ dotata di intelligenza, il secondo sempre per la chimica nel 1998, per per aver dimostrato che questa informazione dell’acqua puo’ essere trasmessa via telefono o internet. I premi Ig Nobel sono una caricatura dei Nobel, con intento parodistico. Nel 2005 uscira’ un articolo su Nature, che dimostra che l’acqua liquida perde memoria delle correlazioni nella sua struttura in meno di 50 femtosecondi (ovvero 0,00000000000005 secondi): una memoria davvero breve…