Galileo Galilei avvista una seconda volta, inconsciamente, il pianeta Nettuno. Verra’ scoperto solo nel 1846 dall’Osservatorio di Berlino secondo le indicazioni date da Adams e le Verrier. Annota la sua posizione, cambiata rispetto al 6 Gennaio, con inchiostro di colore diverso, su un foglio, ritrovato molto tempo dopo. Non si sa cosa successe poi, ma probabilmente Galileo si dimentica della cosa, e comunque non pubblichera’ mai nulla in proposito. Si puo’ solo immaginare come sarebbe cambiata la storia se avessimo scoperto Nettuno due secoli e mezzo prima, addirittura prima di Urano. Il 27 dicembre 1612 Galileo disegnò le posizioni di Europa, Ganimede e Callisto in sorprendente accordo con le effemeridi del JPL, ed in più segnò una linea tratteggiata che andava a finire sul margine del foglio, dove scrisse “fixa” (stella fissa). La linea stava ad indicare che l’oggetto era visibile nel campo del telescopio, ma non si poteva fare stare dentro i margini del foglio, con una rappresentazione in scala. Secondo le effemeridi consultate da Kowal e Drake, Nettuno era vicino allo stato stazionario, con una magnitudine 7.8m facilmente alla portata dello strumento di Galileo, e inoltre si trovava nel prolungamento della linea tracciata da Galileo, ad una distanza di 41 raggi gioviani; anche se l’astronomo non segnò il suo valore della distanza, l’identificazione della fixa con Nettuno risultò attendibile, perchè l’esame delle moderne carte stellari dimostrò che non c’era alcuna stella fissa osservabile dal cannocchiale in quella zona di cielo. Dal 28 dicembre al 1° gennaio il cielo fu troppo coperto per consentire osservazioni attendibili. Il 28 gennaio verso le 11 di notte Galileo segnò la posizione del pianeta che sara’ scoperto oltre due secoli dopo, Nettuno, realizzando un disegno complesso



