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26 Aprile 1986

Chernobyl: il reattore numero 4 passa in 4 secondi da 7% della potenza massima a 100 volte la potenza massima. Lo scudo di cemento da 2000 tonnellate che gli si trova sopra, detto pyatachok (la moneta da 5 kopeki), inizia a bollire e danzare. Poi due esplosioni in 4 secondi squarciano il reattore e l’edificio. La prima esplosione solleva il pyatachok verso l’alto, e si sfoga verso la grafite rosso fuoco in basso, il vapore si combina ferocemente col carbone rovente per formare monossido di carbonio, liberando idrogeno, questo provoca la seconda esplosione che rovescia il pyatachok in posizione verticale, e proietta a quasi 1Km di altezza i detriti dell’esplosione: 6 tonnellate di uranio altamente irradiato, grafite radioattiva e zirconio. Circa meta’ del materiale emesso ricade nel raggio di 3Km dal reattore. Nel reattore rimane anche circa una tonnellata di plutonio. Sono registrati 130 morti nell’esplosione, 500 morti fra i soccorritori, piu’ di 5000 morti negli anni seguenti (la maggior parte per tumore alla tiroide che immagazzina lo Iodio-131); la radiazione rilasciata in atmosfera è piu’ di 500 volte quella emessa dalla bomba di Hiroshima (che esplose a 700m dal suolo); circa 50 ton di materiale radioattivo e’ rilasciato in atmosfera su un’area popolata da 5 milioni di persone. L’esplosione viene comparata, come emissione radioattive, ad una bomba H da 12 megatoni (studio del 2003).