Cina. Viene verificato sperimentalmente, analizzando i campioni riportati a Terra dalla missione cinese Chang’e-5, che i cristalli ULM-1 tipici lunari, contengono tanta acqua. E sono stati prelevati nel 2020 da una parte della Luna a media latitudine, a 43 gradi di latitudine – un’area che normalmente non è stabile per l’acqua molecolare. Nei campioni è stato trovato ammonio, che ha agito come stabilizzatore per le molecole d’acqua. Precedentemente erano stati trovati indizi della probabile presenza di acqua sotto forma di ghiaccio nelle parti perennemente in ombra deli poli lunari. E le missioni Apollo avevano trovato tracce di acqua, a livelli di parti per milione, sepolte all’interno di rari minerali e perle di vetro. La prova attuale di esistenza di molecole d’acqua nelle regioni della Luna illuminate dal Sole sotto forma di sali idrati, offre prospettive interessanti per l’utilizzo e l’esplorazione delle risorse lunari. ULM-1: si tratta di un “cristallo trasparente prismatico, simile a una piastra” – all’incirca largo quanto un capello umano – che è in realtà un “Unknown Lunar Mineral” ULM-1 appunto. Lo studio è del 16 luglio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Astronomy. I cristalli ULM-1, formula chimica [(NH4)0.87 Na0.009 K0.021 Cs0.012][Mg0.97 Ca0.023 Al0.007] Cl3 · 6H2O, sono costituiti per il 41% da acqua, con frammenti di ammoniaca che mantengono stabili le molecole di acqua nonostante gli sbalzi di temperatura sulla Luna.



