Rivolta di Pasqua in Irlanda. A Dublino i nazionalisti irlandesi capitanati da Patrick Pearse scatenano la rivolta di Pasqua contro il dominio britannico. I nazionalisti assaltano i centri provinciali del governo ed occupano l’ufficio postale, proclamando quindi l’indipendenza dell’Irlanda. Nell’arco di 24 ore la città passa sotto il loro controllo. Ma i britannici reagirono e il 29 aprile la rivolta venne soffocata. Pearse ed altri 14 leader nazionalisti furono giustiziati e per molti irlandesi divennero dei martiri. La protesta armata proseguì e nel 1922 gran parte dell’Irlanda conquistò l’indipendenza, proclamando lo Stato Libero d’Irlanda. Sei contee settentrionali dell’isola rimasero a far parte del Regno Unito. Alcuni gruppi nazionalisti successivamente fondarono l’Esercito Repubblicano Irlandese (IRA) per proseguire la lotta per l’indipendenza.



