Mosca. Uno strano incidente getta una luce fosca sulla posizione del governo. Di fronte ad un palazzo sulla via Novoselskaja, c’è una auto Zigulì bianca, con la targa coperta con carta e scotch. C’è, accanto, una ragazza dall’aria nervosa. Un autista di autobus chiama la polizia, che arriva sul posto, perquisisce il palazzo, su insistenza della figlia dell’autista di autobus, e trova diversi sacchi da 50Kg con scritto “zucchero” collegati ad un innesco. I dodici piani dell’edificio sono evacuati. Un rilevatore portato dopo sul posto rileva segni di esplosivo T4, lo stesso usato negli altri attentati a Mosca i giorni precedenti. Tre degli individui sospetti che si aggiravano attorno alla automobile Zigulì sono poi identificati e catturati: presentano documenti del FSB, i servizi segreti russi, e sono immediatamente rilasciati. Il governo dichiarerà poi che nei sacchi con scritto “zucchero” non c’era vero esplosivo, e il dispositivo che aveva rilevato T4, aveva probabilmente malfunzionato. L’incidente getta un’ombra scura su Vladimir Putin che non verrà mai cancellata del tutto.



