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Published on: S

22 Settembre 1999

Mosca. Uno strano incidente getta una luce fosca sulla posizione del governo. Di fronte ad un palazzo sulla via Novoselskaja, c’è una auto Zigulì bianca, con la targa coperta con carta e scotch. C’è, accanto, una ragazza dall’aria nervosa. Un autista di autobus chiama la polizia, che arriva sul posto, perquisisce il palazzo, su insistenza della figlia dell’autista di autobus, e trova diversi sacchi da 50Kg con scritto “zucchero” collegati ad un innesco. I dodici piani dell’edificio sono evacuati. Un rilevatore portato dopo sul posto rileva segni di esplosivo T4, lo stesso usato negli altri attentati a Mosca i giorni precedenti. Tre degli individui sospetti che si aggiravano attorno alla automobile Zigulì sono poi identificati e catturati: presentano documenti del FSB, i servizi segreti russi, e sono immediatamente rilasciati. Il governo dichiarerà poi che nei sacchi con scritto “zucchero” non c’era vero esplosivo, e il dispositivo che aveva rilevato T4, aveva probabilmente malfunzionato. L’incidente getta un’ombra scura su Vladimir Putin che non verrà mai cancellata del tutto.