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Published on: VG

21 Aprile 1945

I polacchi e la 34^ divisione americana prendono Bologna. La liberazione delle citta’ del Nord Italia e l’ingresso dei soldati alleati erano solitamente preceduti da insurrezioni popolari concordate dagli alleati coi comandi partigiani, ma cio’ non avviene a Bologna. Scrive Ena Frazoni, membro del Comando Unico Militare per l’Emilia Romagna, che l’ordine alleati di insurrezione alla Divisione Bologna viene consegnato all’ufficiale di collegamento Sante Vincenzi (Mario), che pero’ cade nelle mani delle Brigate Nere, assieme a Giuseppe Bentivogli. I due sono torturati, legati e trascinati per le strade con gli autocarri. L’ordine di insurrezione quindi non arriva mai. E i primi ad entrare a Bologna alle 6 del mattino sono i polacchi. Che sono tutti ex prigionieri dei Gulag, che si sono fatti migliaia di Km a piedi, il Mar Caspio in navi merci, l’Iran, la Palestina, l’Egitto, Montecassino e han preso il porto di Ancona. E ora Bologna. Issano la bandiera polacca sul Palazzo Municipale e poi sulla Torre degli Asinelli. Poi entra la brigata partigiana Giustizia e Liberta’ (di cui fa parte anche Enzo Biagi). All’inizio i polacchi sono molto ben accolti dalla popolazione. Ma appena entrano i partigiani di ispirazione comunista, iniziano i fraintendimenti e ci saranno anche dei morti. Alla vista delle bandiere rosse e falce e martello, i polacchi che han vissuto i Gulag, non la prendono bene (e ancora non sanno che Stalin non manterra’ la promessa democratica per la Polonia).