Nel periodo 1948 – 1973 l’Unione Sovietica, nonostante la sua adesione formale al trattato del 1946 per la regolazione della caccia delle balene, uccide 180 mila balene di piu’ del limite accettato formalmente. La Eubalena japonica (North Pacific Right Whale) ad esempio viene quasi sterminata ed estinta, in soli 3 anni di caccia sregolata da parte dei pescatori sovietici negli anni ’60 del XX secolo. La cosa piu’ assurda e’ che dell’animale, i pescatori sovietici, recuperano quasi solamente il grasso di balena (circa il 30% del peso totale), e ributtano il resto in mare. Il grasso viene poi convertito in olio in URSS, che viene usato per le lampade ad olio ed altri usi. Il unto e’ che l’URSS ha fra le piu’ abbondanti riserve di idrocarburi a livello mondiali, e non ha certo bisogno di procurarsi grassi animali combustibili dal grasso di balena. La notizia e’ resa pubblica solo nel 1972, anche all’interno dell’URSS, e poi dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle rivelazioni di Alfred Berzin, uno scienziato russo, in “The truth about soviet whaling”, pubblicato nel 2008.



