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Published on: AS

1997

1997: inizia la ripresa per il programma spaziale russo. Il rublo collassa alla fine degli anni ’90. I dipendenti del settore crollano a 100 mila. Alla Energomash (del RD-180) gli stipendi sono 104$/mese. I militari non stanno meglio: alla Golitsyno prendono 60$/mese. La qualita’ crolla. Due Proton esplodono al lancio coprendo di idrazina tossica una vasta area. Il Kazakhstan chiede i danni. I cosmodromi e le citta’ vicine cadono in stato di semi-abbandono. Ma la MIR e’ recuperata dopo lo scontro. Se Tsibilev, Lazutkin e Foale avessero abbandonato la MIR, sarebbe stata la fine! Lo Shuttle porta su tonnellate di parti di ricambio. Lo Spektr viene riparato e riconnesso. Per far valuta pregiata, vengono venduti cimeli della corsa allo spazio, e molti vengono acquistati da Ross Perot, che li donera’ al Air & Space Museum di Washington DC. Sulla MIR i cosmonauti fanno uno spot per la Pepsi. E vengono venduti posti sulla Soyuz. Il primo e’ l’editore giapponese Toyohiro Akiyama, che paga 12milioni$. Il prezzo salira’ poi a 20milioni$. Poi vengono venduti posti anche all’ESA per prezzi da 20 a 40milioni$.