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Published on: AS

1983

Alexander Vilenkin, scienziato ebreo sovietico poi rifugiatosi negli Stati Uniti alla Tufts University, propone la teoria dell’inflazione eterna. Mentre studiava fisica all’Università di Kharkiv, Vilenkin rifiutò l’offerta di collaborazione del KGB, finendo per essere escluso dal conseguimento di una laurea specialistica. Successivamente fu arruolato in una brigata edile e in seguito lavorò allo zoo statale come guardiano notturno, conducendo nel tempo libero ricerche in fisica. Nel 1976, Vilenkin emigrò negli Stati Uniti come rifugiato ebreo, conseguendo il dottorato di ricerca presso la SUNY Buffalo. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi articoli di giornali e riviste negli Stati Uniti, in Europa, nell’Unione Sovietica e in Giappone, e in molti libri di successo. Nel 1982, Paul Steinhardt presentò il primo modello di inflazione eterna, Vilenkin dimostrò che l’inflazione eterna è generica. Inoltre, lavorando con Arvind Borde e Alan Guth, sviluppò il teorema di Borde-Guth-Vilenkin, dimostrando che un periodo di inflazione deve avere un inizio e che un periodo di tempo deve precederlo. Vilenkin scopre che niente può trasformarsi in uno spazio microscopico di De Sitter che poi l’inflazione di Guth allarga enormemente. Il niente, pregno di energia del vuoto, è potenzialmente capace ci creare un universo vasto e complesso come il nostro e forse anche un multiverso. Niente crea l’universo. Il segreto è una perfetta cancellazione tra il contributo positivo dell’energia del vuoto e quello negativo dell’energia gravitazionale. Nonostante le apparenze, nell’universo tutte le quantità fisiche conservate, inclusa l’energia, danno somma zero. Forse niente è la spiegazione di tutto.