Mauthausen, Austria. Nell’intensificarsi dei trasporti (prevalentemente di “politici”) da tutta Europa, si segnalano dall’Italia i convogli di deportati arrestati in occasione degli scioperi del marzo 1944. L’11 marzo arriva un convoglio con 597 deportati dalla Toscana, dal Piemonte, dalla Lombardia; il 16 marzo è la volta di 563 deportati da Piemonte, Lombardia e Liguria; ai primi di aprile arrivano altri 600 italiani, dalla Lombardia. In tutto l’anno si avranno 15 trasporti dall’Italia. Le donne deportate (per lo più operaie scioperanti) non rimangono a Mauthausen, ma vengono spostate ad Auschwitz o a Ravensbrück. Verso la fine del ’44 i nazisti iniziano l’evacuazione dei Lager orientali e di Auschwitz, facendo affluire i superstiti delle marce della morte su Mauthausen. I più deboli vengono eliminati, gli altri smistati nei campi secondari. La popolazione dei campi del complesso di Mauthausen aumenta così fino a superare le 72.000 unità (tra cui circa 1.000 donne).



