Albert Einstein riceve una lettera che lo lascia senza parole. Proviene da un matematico tedesco a lui sconosciuto: Theodr Kaluza. Costui unisce la gravita’ e le equazioni elettromagnetiche introducendo una quinta dimensione (oltre alle 4 spazio-temporali). La marmorizzazione della fisica, come la intendeva Einstein, il quale appunto vedeva lo spazio tempo come “marmo”: pulito, bello, elegante, mentre la materia e’ “legno” ovvero un orribile insieme confuso di forme casuali (si riferisce alla pletora di particelle e sotto-particelle che vanno a formare cristalli, rocce, ecc.). Kaluza, introducendo una quinta dimensione (quarta dimensione spaziale), descrive la luce come un disturbo in questa quinta dimensione. Kaluza ha trovato un primo indizio per trasformare il legno in marmo. Ma dov’e’ questa quinta dimensione? Kaluza ha la risposta pronta: e’ arrotolata cosi’ strettamente che nemmeno un atomo riesce a starci. Klein dimostrera’ nel 1926 che deve essere delle dimensioni di 10-35m ovvero la Lunghezza di Planck.



