Polonia. La costituente dieta polacca affida le funzioni di capo della Repubblica a Iozef Pilsudski, ex ufficiale austroungarico combattente sul fronte Russo. Un mese dopo Pilsudski lancia un esercito verso Kiev, in Ucraina, costituito da polacchi e da ucraini ribelli comandati da Simon Vasilovic Petljura, capo della proclamata Repubblica Popolare d’Ucraina (bianca). L’Armata Rossa, che nel 1919 è ancora impegnata su troppi fronti, si limita a difendere le regioni vitali della Russia Europea e Mosca. Ma l’anno dopo i soviet reagiscono. I polacchi e i loro alleati ucraini vengono respinti fino alle porte di Leopoli e Varsavia, mentre sulla Bassa Vistola corpi di cavalleria sovietica, guidati da Ghaia Dmitriyevic Ghai Khan, premono verso Torun. Nel sud dell’Ucraina intanto il comando delle armate meridionali antibolsceviche viene assunto dal generale Peter Nikolaevic’ Wrangel’ subentrato a Denikin dopo la sconfitta di Orel del 1919 e ridotto ormai a difendere la sola Crimea e poco più. Riorganizzate le truppe rimaste (primavera 1920), egli sferra un’ultima disperata offensiva, che lo porta a sconfiggere i rossi inseguendoli fino al Dnjepr (fiume: ottobre del 1920).



