Il 22enne Winston Churchill, tra i tanti stranieri venuti nei secoli in armi nella vallata di Swat in Pakistan, nelle sue memorie scrive con timore reverenziale del “Mullah pazzo”, che proprio tra le alture scoscese del passo di Malakand con i suoi mujaheddin temerari per poco non pone fine alla sua già promettente carriera e uccide invece tanti altri soldati dell’impero britannico.



