Corea. L’aviatore navale Royce Williams (US Navy) abbatte 4 aerei da combattimento sovietici e diviene una leggenda di cui nessuno avrebbe sentito parlare per più di 50 anni. Nel 2022, a 97 anni, sara’ premiato con la Navy Cross, la seconda più alta onorificenza militare del servizio. Il 8 Novembre 1952 Williams stava pilotando il suo F9F Panther, il primo caccia a reazione della Marina degli Stati Uniti, in missione durante la guerra di Corea. È decollato dalla portaerei USS Oriskany, che operava con altre tre portaerei in una task force nel Mar del Giappone, noto anche come Mare dell’Est, a 100 miglia dalla costa della Corea del Nord. Williams, allora 27enne, parte per un pattugliamento aereo sulla parte più settentrionale della penisola coreana, vicino al fiume Yalu, che separa la Corea del Nord dalla Cina. A nord-est c’è la Russia, allora parte dell’Unione Sovietica, che ha sostenuto la Corea del Nord nel conflitto. Poi, con loro sorpresa, sono identificati sette caccia sovietici MiG-15 diretti verso la task force statunitense. I cauti comandanti della task force ordinarono ai due jet della US Navy di mettersi tra i MiG e le navi da guerra statunitensi. Mentre lo faceva, quattro dei MiG sovietici si voltarono verso Williams e aprirono il fuoco, ha ricordato. Ha detto di aver sparato sul MiG di coda, che poi è caduto dalla formazione sovietica a quattro aerei, con il gregario di Williams che seguiva il jet sovietico verso il basso. A quel punto, i comandanti statunitensi sulla portaerei gli ordinarono di non ingaggiare i sovietici, disse. “A quel tempo il MiG-15 era il miglior aereo da combattimento del mondo”, più veloce e capace di salire e tuffarsi più velocemente dei jet americani, ha detto dichiarato. Il suo aereo era adatto al combattimento aria-terra, non ai combattimenti aerei. Ora 6 jet sovietici lo ingaggiano mentre gli altri tre MiG che si erano staccati prima tornano indietro. Nel corso del combattimento, Williams ha sparato tutti i 760 colpi di proiettili di cannone da 20 mm trasportati dall’F9F, secondo un resoconto dell’impegno dal sito web dell’US Navy Memorial. Ma anche i sovietici hanno colpito Williams, con 263 colpi a segno, disabilitando il suo timone e le superfici di controllo delle ali. Fortunatamente, ha detto, a questo punto si stava dirigendo verso la task force americana al largo della costa. Ma uno dei restanti jet sovietici era ancora alle sue calcagna. Il gregario di Williams si riunisce al combattimento a questo punto, mettendosi sulla coda del sovietico e spaventandolo. Tuttavia, Williams ha dovuto portare il suo jet sul ponte della portaerei, cosa che di solito faceva a una velocità di 105 nodi (120 mph). Ma sapeva già che se fosse sceso sotto i 170 nodi (195 mph), il suo aereo sarebbe andato in stallo e si sarebbe tuffato nel mare ghiacciato. E non poteva voltarsi per allinearsi con il vettore. Così il capitano della nave decise di compiere il passo straordinario di virare la portaerei per allinearsi con la Williams. Ha funzionato. Ha sbattuto sul ponte e ha preso il terzo e ultimo filo di arresto. Era in condizioni così pessime che è stato spinto giù dalla nave in mare. Il timore di una ulteriore escalation versa una guerra diretta coi sovietici, e la volonta’ di nascondere una nuova tecnica di intercettazione che era in prova quel giorno, portano gli Stati Uniti a tenere segreto il combattimento aereo per ben 50 anni.



