Vittorio Emanuele II, con un solenne discorso rivisto da Cavour, inaugura a Torino il nuovo Parlamento formato dai rappresentanti di tutti gli Stati e territori italiani annessi al regno di Sardegna, al fine di esaminare il progetto governativo di Unità nazionale. Il sovrano sorveglia la discussione per far respingere le manifestazioni di tipo democratico, e rifiuta il titolo di Re degli italiani con l’ordinale iniziale (Vittorio Emanuele I).



