Isaac Newton e’ l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto per sistemare una vecchia diatriba, dovuta ad ignoranza di statistica: la prova della pisside per tenere sotto controllo la variabilita’ del peso delle monete d’argento alla fine del processo di coniazione. Ma Newton fallisce miseramente, e continua a commettere lo stesso errore commesso in passato che restera’ per altri cento anni, avvantaggiando le truffe. Nel 1701 termina la grande coniazione inglese di moneta. Finalmente si e’ deciso di coniare le monete con una macchina, in modo da farle il piu’ uguali possibili fra loro, e ridurre cosi’ le frodi di chi limava via l’argento in eccesso dalla moneta. La legge diceva che una singola moneta poteva differire in peso dal valore di riferimento al massimo dell’1%, e Newton e suoi predecessori (e quelli venuti dopo per un secolo) hanno assunto che questo significasse cha anche il peso medio di un lotto di monete appena prodotte dovesse allora differire al piu’ di un 1% dal peso di riferimento. Ma oggi sappiamo (legge scoperta da Abraham De Moivre nel 1718) che la variabilita’ del peso medio accettabile, dipende dal numero di campioni, con la radice del numero di campioni. (equazione di De Moivre).



