Germania occidentale. I terroristi e militanti di estrema sinistra della Rote Armee Fraktion (RAF), Andreas Baader, Gudrun Ensslin e Jan Carl Raspe, furono trovati morti nella loro cella, nel carcere di Stammheim. Il primo ucciso da un colpo di pistola alla nuca, la seconda rinvenuta impiccata ad un filo elettrico, il terzo, trovato in fin di vita in cella a causa di una botta in testa, morì il giorno seguente in ospedale. E’ stato detto che e’ stata la “risposta” dello stato federale tedesco al rapimento del presidente della Confindustria tedesca occidentale, Hans Martin Schleyer (ex membro delle SS), rapito un mese prima a Colonia durante un sanguinoso agguato da militanti della RAF, e che verrà giustiziato, per rappresaglia, il giorno successivo. In realta’ la tesi uffuciale, e supportata da diversi fatti, e’ che tutti i membri della RAF incarcerati a Stammheim si sono suicidati. Il loro avvocato, Arndt Müller, aveva introdotto di nascosto delle pistole nella prigione. Andreas Baader e Jan-Carl Raspe si sono sparati con queste armi mentre Gudrun Ensslin si è impiccata. Irmgard Möller ha cercato di uccidersi con un coltello, ma è sopravvissuta alla grave ferita. I suicidi sono passati inosservati fino al mattino successivo. I medici sono stati portati d’urgenza. Baader ed Ensslin erano già morti quando sono stati trovati. Raspe era ancora vivo e si trasferì in ospedale dove morì poco dopo. Möller si riprese dopo essere stato portato in ospedale.



