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Published on: VG

1663

Isaac Newton legge gli autori “alla moda”, per esempio Cartesio e Galileo; durante una lezione a Cambridge in cui sta prendendo appunti su Aristotele, si ferma bruscamente a meta’ pagina; poi, dopo aver lasciato decine di pagine bianche, scrive in cima alla pagina: “Quaestiones Quaedam Philosophicae” (alcune questioni filosofiche) e poi: “Amicus Plato, amicus Aristoteles, magis amica veritas” (amico e’ Platone, amico e’ Aristotele, ma l’amica piu’ grande e’ la verita’), seguono 45 titoli come “Dell’acqua e del sale”, “Attrazione magnetica”, “Del Sole, delle stelle, dei pianeti, delle comete”, “Delle gravita’ e della levita’”; in alcuni casi i titoli non sono seguiti da note, in altri sono seguiti da fitte dissertazioni e calcoli. Si tratta del momento in cui Newton si allontana dalla tradizione e mette in discussione cio’ che gli viene insegnato.