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Published on: VG

1655

Nel 1633 in Sud America, il padre gesuita Antonio de Calaucha prende nota delle proprieta’ sorprendenti dell'”albero della febbre” nel prevenire la malaria. Si tratta degli alberi del genere Chinchona, che producono la chinina, un antimalarico. Negli anni seguenti l’uso della chinina si diffonde fra i gesuiti in Peru’. Fra il 1640 e il 1650 padre Bartolome’ Tafur porta un po’ di corteccia a Roma. Il conclave del 1655 a Roma sara’ il primo senza nemmeno un decesso per malaria, che era endemica a Roma all’epoca. I gesuiti inizieranno poi ad importare in Europa grandi quantita’ di corteccia e ne scaturira’ un fiorente commercio che arrivera’ in buona parte d’Europa. Tranne in Inghilterra, dove la “polvere dei gesuiti” e’ vista con sospetto dai protestanti. Lo stesso Oliver Cromwell, si rifiuta di far- curare dai papisti e muore di malaria nel 1658. Poi, nel 1670, in Inghilterra, un altro farmaco anti-malaria acquista notorieta’: e’ quello di Robert Talbor, e viene usato anche dai reali e da tutta la nobilta’. Poi, dopo la morte di Talbor, che era diventato ricco grazie alla sua cura miracolosa, si scopre che il suo farmaco e’ a base di chinina…