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1570 – 1815

Filippine. Dal 1570 al 1815 ogni primavera una o piu’ grandi navi spagnole (chiamata Manila Galleon nelle Filippine e China Ship in Mexico), salpano da Acapulco, per sfidare l’Oceano Pacifico, e arrivare a Manila cariche di argento. E ogni primavera dalla Cina arrivano a Manila 30 o 40 giunche cariche di ogni bene di scambio per quell’argento, che la Cina necessita vista la scarsa efficacia del proprio sistema valutario. Il viaggio spagnolo attraverso il Pacifico e’ molto rischioso: 2-3 mesi l’andata, perfino di piu’ il ritorno. Nel periodo 1570 – 1815 15 galeoni affondano nella tratta verso Ovest, stracolmi di argento, mentre 25 galeoni affondano nel piu’ difficile rientro ad Acapulco. Con in piu’ lo scorbuto che incombe e falcia i marinai a centinaia. L’ammontare di argento che lascia Acapulco ufficialmente ogni anno passa da 3ton/anno alla fine del XVI sec. fino a 20ton/anno nella prima meta’ del XVII sec., per poi scendere a 9-10ton/anno. Nella prima meta’ del XVII sec. solamente, gli spagnoli esportano in Cina 750 tonnellate di argento attraverso Manila. Considerando anche quello clandestino “non ufficiale”, il totale perlomeno raddoppia. Non tutto l’argento arriva a Fujan per mano spagnola: una grossa parte viene deviata su Macao per mano portoghese. Sempre nella prima meta’ del XVII sec. la Cina importa 5000 tonnellate di argento, meta’ dal Giappone e meta’ dalle miniere del Sud America (tramite mani spagnoli o portoghesi o altro). L’ammontare di argento che raggiunge la Cina ogni anno in questo periodo e’ cosi’ elevato che in Cina si pensa che l’approvigionamento di argento sia inesauribile, e che gli occidentali possano comprare qualsiasi cosa avendo argento a volonta’. La realta’ e’ che l’argento non e’ inesauribile, e che ogni Kg di argento costa fatica, sangue e soldi.