Skip links
Published on: Ev

1519 – 1526

Hernan Cortes, nelle Cinque Lettere di Relazione, descrive il suo ingresso nella valle di Puebla, dove trova le città di Cholula e Tlaxcala. E’ proprio a Tlaxcala che Cortes trova alleati disposti a combattere al suo fianco contro Montezuma a Tenochtitlan, la capitale dell’Impero Azteco. Cortes stima la popolazione di Tlaxcala in 150 mila abitanti. “In questa città c’è un mercato”, riferisce a Carlo V, “con più di 30 mila persone impegnate a comprare e vendere”. “L’ordinamento amministrativo”, continua Cortes, “assomiglia a quello di Venezia, Genova, Pisa, giacché non vi è alcun signore supremo”. Siamo di fronte ad uno dei punti di svolta nella storia del mondo moderno: la conquista spagnola dell’Impero Azteco, che porrà le basi per le successive conquiste europee nelle Americhe. Meno di mille spagnoli riescono nell’impresa, non solo grazie alle malattie involontariamente portate con sè e alle armi e cavalli, ma anche e soprattutto per gli alleati trovati in loco. I Tlaxcaltechi e le loro unità di guerrieri Otomi, vogliono infatti pareggiare i vecchi conti con gli Aztechi. La capitale azteca Tenochtitlan e la città-stato di Tlaxcala, incarnano infatti ideali opposti (più o meno come Atene e Sparta nel Mediterraneo). A Tlaxcala ci sono, ad esempio, esperimenti di asistenzialismo sociale, intrapresi mille anni prima anche a Teotihuacan, mentre è l’azteca Tenochtitlan a rompere con la tradizione locale e creare un rapace impero, più simile agli stati europei.