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Published on: AS

14 Settembre 1954

Unione Sovietica. Per ordine di Nikita Chruscev, allora in carica quale Primo Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, e di Georgij Malenkov, Presidente del Consiglio dei Ministri, fu ordinato un test che venne poi tenuto segreto fino al 1993. Durante un’esercitazione militare tenutasi nel poligono, infatti, ad una quota di circa 350 metri, venne fatta detonare una bomba della potenza pari a 40 chilotoni, dopo che essa era stata sganciata in volo da un’altitudine di 8000 metri da un bombardiere strategico Tupolev Tu-4: ai soldati a terra, venne fatto credere che l’ordigno simulava soltanto una bomba atomica reale e che non ci sarebbero state ricadute radioattive, il temibile fallout. I circa 45.000 soldati vennero posizionati all’interno di trincee poste tra 2,5 e 5 km dal punto zero, il ground zero dell’esplosione: lo stesso Maresciallo Georgij Zukov, l’eroe della Seconda Guerra Mondiale, volle prendere parte attiva all’esercitazione, rimanendo, al momento dell’esplosione, all’interno del bunker di comando per testare gli effetti dell’onda d’urto. Circa quaranta minuti dopo, ai soldati, appoggiati da 320 mezzi aerei e 600 mezzi terrestri, venne ordinato di avanzare all’interno dell’area del test, compiendo al contempo esercitazioni militari, ricognizioni e bombardamenti d’artiglieria, cosa che li portò a distanze di poco superiori ai 500 metri dal luogo dell’esplosione. Solo nel 1993 l’intera esercitazione divenne di dominio pubblico, per l’interessamento di Tamara Zlotnikova, già membro della Duma russa: sue le prime indagini che hanno fatto breccia nella cortina di ferro di Totskoye: ancora oggi, a distanza di più di mezzo secolo, nessuno sa quanti di quei soldati che presero parte all’esercitazione si ammalarono e morirono nei giorni, mesi e anni seguenti per gli effetti devastanti delle radiazioni.