Silvio Pellico fa parte della setta segreta dei cosiddetti “Federati”; questa viene scoperta dalla polizia austriaca e Pellico, Piero Maroncelli, Melchiorre Gioia e altri sono arrestati. Da Milano sono condotti alla prigione dei Piombi di Venezia. Qui, il 21 febbraio 1822 viene letta la sentenza del celebre Processo Maroncelli-Pellico. Gli imputati sono condannati alla pena di morte. Per entrambi, però, la pena e’ commutata: 20 anni di carcere duro per Maroncelli, 15 per Pellico, da scontarsi nella fortezza di Spielberg. La notte fra il 25 ed il 26 marzo 1822 partono: attraverso Udine e Lubiana giungono alla fortezza dello Spielberg a Brno in Moravia. Pellico vivra’ in carcere per 10 lunghi anni. La dura esperienza carceraria costituisce il soggetto del libro di memorie “Le mie prigioni”, che avra’ grande popolarità ed esercitera’ notevole influenza sul movimento risorgimentale. Metternich ammettera’ che il libro ha danneggiato l’Austria più di una battaglia perduta. Il Pellico scrivera’ anche le Memorie dopo la scarcerazione, testo andato perduto.



