Sono trasferiti in un carcere dell’Asinara, in Sardegna, i più importanti esponenti della lotta armata: Giuliano Naria, Alberto Franceschini, Roberto Ognibene, Sante Notarnicola, il fascista Bertoli e, il 13 maggio 1977, arriva Renato Curcio, capo storico ed ideologo delle Brigate Rosse, che era evaso in precedenza nel 1975 dal carcere di Casale Monferrato. Tutti questi detenuti vengono sistemati nel ramo di Fornelli dove c’è il Bunker, struttura adibita appunto a massima sicurezza in quanto costruita in cemento armato e circondata da filo spinato; è lo stesso luogo dove quasi un secolo prima si era formata la colonia penale agricola che ospitava 50 detenuti, 20 guardie carcerarie e 12 buoi. Il carcere verra’ chiuso il 31 Dicembre 1980, per le difficolta’ di trattamento sanitario dei detenuti. La diramazione di Fornelli, ormai deserta, resterà chiusa per oltre dieci anni, quando sarà ristrutturata e trasformata in carcere di massima sicurezza, con la costruzione di un vero e proprio “bunker” che ospiterà i detenuti per associazione mafiosa.



