Il terribile bombardamento di Dresda, da parte di aerei britannico-americani. La capitale dello stato tedesco della Sassonia, in quattro raid tra il 13 e il 15 febbraio 1945, e’ colpita da 722 bombardieri pesanti della British Royal Air Force (RAF) e 527 delle United States Army Air Forces (USAAF) che sganciano più di 3.900 tonnellate di bombe ad alto potenziale esplosivo e ordigni incendiari sulla città. Il bombardamento e la conseguente tempesta di fuoco hanno distrutto più di 1.600 acri (6,5 km2) del centro della città. Si stima che da 22.700 a 25.000 persone siano state uccise. Seguirono altri tre raid aerei USAAF, due avvenuti il 2 marzo mirati allo scalo di smistamento ferroviario della città e un raid più piccolo il 17 aprile rivolto alle aree industriali. Nei decenni trascorsi dalla guerra, grandi variazioni nel numero di vittime dichiarato hanno alimentato la controversia, sebbene i numeri stessi non siano più un importante punto di contesa tra gli storici. Nel marzo 1945, il governo tedesco ne ordinò la stampa per pubblicare una cifra falsificata di 200.000 vittime per le incursioni di Dresda e sono stati dichiarati 500.000 morti. Le autorità cittadine dell’epoca stimavano fino a 25.000 vittime, una cifra supportata dalle indagini successive, compreso uno studio del 2010 commissionato dal consiglio comunale. Uno dei principali autori responsabili della diffusione di cifre gonfiate in Occidente fu il negazionista dell’Olocausto David Irving, che successivamente annunciò di aver scoperto che la documentazione su cui aveva lavorato era stata contraffatta e le cifre reali supportavano il numero di 25.000.



