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Published on: Cs

13.750 000 000 a.C.

Big Bang: esplosione da circa 10^72 joule (joule più, joule meno…). La data è stimata con un’approssimazione di +/-110 milioni di anni. Prima del Big Bang l’universo è completamente vuoto, freddo e buio ma esiste almeno un granello di spazio con sostanza vacua, al cui interno lo spazio inizia a espandersi vertiginosamente, sospinto dall’anti-gravità dell’energia del vuoto. Verrà chiamata “Inflazione di Guth”. La sostanza vacua è una intuizione di Alan Guth. Alcuni tipi di particelle in certe condizioni possono aggregarsi spontaneamente in uno stato che chiama sostanza vacua, che è parte del tessuto stesso dello spazio-tempo e contiene energia, l’energia del vuoto. L’universo osservabile oggi è solo la regione di spazio in contatto causale con noi. Per quanto ne sappiamo al momento del Big Bang l’intero universo osservabile, in quel granello di spazio, potrebbe essere stato enorme, anche infinito. Prima del Big Bang l’orizzonte cosmico conteneva regioni di spazio enormemente più vaste dell’odierno universo osservabile, ma destinate a sfuggire oltre l’orizzonte, a causa della mirabolante espansione. Più indietro ci si spinge nel tempo, più vasto è lo spazio contenuto all’interno dell’orizzonte cosmico. Niente può trasformarsi in uno spazio microscopico di De Sitter (scoperta fatta da Alexander Vilenking nei primi anni ’80 del XX secolo) che poi l’inflazione di Guth allarga enormemente. Il niente, pregno di energia del vuoto, è potenzialmente capace ci creare un universo vasto e complesso come il nostro e forse anche un multiverso. Niente crea l’universo. Il segreto è una perfetta cancellazione tra il contributo positivo dell’energia del vuoto e quello negativo dell’energia gravitazionale. Nonostante le apparenze, nell’universo tutte le quantità fisiche conservate, inclusa l’energia, danno somma zero. Forse niente è la spiegazione di tutto.