Bologna. Luigi Zamboni organizza una sollevazione dei bolognesi contro la dominazione assolutista della Chiesa, arruolando alla causa studenti della Università di Bologna, tra questi Giovanni Battista De Rolandis, Antonio Succi, Camillo Tomesani, Antonio Forni, Angelo Sassoli, Tomaso Bambozzi, Pietro Gavasetti, Giovanni Osbel, Giovanni Calori ed altri. Non sono tutti studenti, alcuni sono già laureati, altri sono uomini di strada, tutti avversi al governo assolutista e antidemocratico dello Stato Pontificio, totalmente controllato dai prelati del Santo Uffizio. De Rolandis (provetto spadaccino) e Zamboni prendono il comando. Scrivono manifesti, e con l’aiuto della mamma e della zia di quest’ultimo, Brigida e Barbara Borghi, confezionarono coccarde tricolore alla moda francese, sostituendo l’azzurro col verde. La sommossa, attuata durante la notte tra il 13 ed il 14 novembre 1794, fallisce e i due studenti sono scoperti e catturati a Covigliaio e rinchiusi nelle carceri del Torrone, insieme ad altre diciannove persone. Luigi Zamboni verra’ trovato morto il 18 agosto del 1795 all’interno di una cella soprannominata “Inferno”. De Rolandis sara’ impiccato il 23 aprile 1796 dopo crudeli torture.



