Nasce l’Ordine dei Frati Dominicani. Fondato da S. Domenico di Guzman, abile oratore e grande teologo, l’Ordine fu approvato (1216), secondo la regola di S. Agostino, da Onorio III (Cencio Savelli, 1216-1227) ed unì alla vita contemplativa una intensa opera di studio e predicazione (Aliis tradere). L’ordine dei Frati Predicatori crebbe e già dopo qualche anno i suoi aderenti, presenti in tutta Europa e nelle principali università del tempo (Parigi e Bologna), dovettero lottare contro l’opposizione dei vescovi finché Onorio III (1218) con una bolla ordinava a tutti i prelati di accordare assistenza ai domenicani. Nel 1220 e nel successivo anno convocò due “capitoli” generali per definire gli elementi costitutivi dell’ordine che vennero riportati nella magna carta. Il cammino spirituale dei domenicani prevedeva povertà, penitenza, ed ascesi. La povertà comportava un regime cenobitico che consentiva solo il possesso di quanto necessario alla sussistenza ed alla predicazione e, per differenziarsi da quegli ordini che avevano mantenuto la proprietà comunitaria, Domenico volle, per liberare l’anima da preoccupazioni materiali, una povertà concreta che obbligasse i conventi a vivere di mendicità. La penitenza, quale metodo di perfezione personale, obbligava alla rinuncia dei beni e dei piaceri, non alla fuga dal mondo. L’ascesi era volta a prepararsi all’azione di soccorso da rendere agli altri ed al servizio di predicazione. Emersero eminenti figure sia tra i Domenicani che tra i Francescani, le quali, oltre a contrastare le eresie, furono utilizzate nella guida dei tribunali dell’Inquisizione su nomina (1233) di papa Gregorio IX. L’ordine, che si era diviso fra chi voleva praticare una stretta osservanza e chi una regola più rilassata, è ritornato all’osservanza della originaria istituzione.



