Brasile. Il Senato vota l’impeachment del presidente Dilma Roussef per 180 giorni. La richiesta e’ basata su alcuni elementi fra cui la manipolazione dei conti pubblici operata da Dilma per nascondere un buco nel bilancio dello Stato ed assicurarsi così la rielezione nel 2014. Oltre alla recessione, l’altra vera spada di Damocle che aleggia su Brasilia è la maxi inchiesta sulla corruzione partita dal giro di tangenti nella compagnia petrolifera pubblica Petrobras. Un’inchiesta che non colpisce solo l’ex presidente Lula da Silva, che da oggi torna ad essere un cittadino comune indagato dalla procura di Curitiba, ma anche esponenti della nascente maggioranza di governo.



