Russell Ross annuncia di essere riuscito a coltivare fibre muscolari in vitro. L’idea non è nuova perché già nel 1931 Winston Churchill aveva predetto che saremmo arrivati alla carne coltivata: “Ci sottrarremo all’assurdità di crescere un pollo intero per mangiarne solo il petto o un’ala coltivando separatamente queste parti in un mezzo adeguato. Il cibo sintetico sarà certamente usato in futuro, senza che il piacere della tavola venga bandito” (Sir Winston Churchill, 1931, Fifty Years Hence, The Strand Magazine). Poi, nel Gennaio 2000, a Harvard viene cresciuta carne di pecora delle dimensioni di una moneta, ma si parla di “semi-living” steak. Due anni dopo la NASA produce cellule muscolari edibili (Edible Muscle Protein Production System – MPPS). Nel 2005 è pubblicato il primo articolo su carne prodotta in vitro. Nel 2013 a Londra viene assaggiato il primo hamburger di carne coltivata. Il ritmo diventa incalzante: nel 2015 il costo di produzione viene ridotto di 10 mila volte grazie al lavoro del Mark Post lab. Nel 2019, infine, inizia ad essere commercializzata in alcuni paesi del mondo. E’ stata commercializzata prima a Singapore (2020), poi negli USA (2021) e infine in Israele (2024). Il 2 Dicembre 2020, infatti, l’agenzia per il cibo di Singapore approva la vendita commerciale di chicken bites prodotti da Eat Just Inc.. Si tratta della prima volta che un prodotto di carne coltivata supera il controllo qualità e sicurezza (per il quale di solito servono almeno due anni) di un ente governativo che si occupa di regolamentazione alimentare. Nel 2021 poi Aleph Farms avvia una collaborazione con la Mitsubishi Corp. Food Industry Group per immettere sul mercato giapponese carne coltivata di manzo.



