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Published on: AS

12 Agosto 2000

Il sottomarino nucleare russo Kursk (classe Oscar) affonda al largo di Murmansk con 118 persone a bordo. Si scoprirà poi che una guarnizione difettosa aveva provocato una perdita del carburante al perossido di idrogeno (già abbondonato dalle marine di quasi tutto il mondo per sua pericolosità) ed era finito su un siluro di prova mentre veniva armato provocandone l’esplosione, che ha ucciso all’istante chiunque si trovasse nella parte frontale del sottomarino. Due minuti dopo, con il sottomarino adagiato sul fondo del mare, sono esplosi gli altri 7 siluri, innescando un’onda d’urto di magnitudo 4.2 Richter, che viene rilevata fino in Alaska. 23 marinai dei compartimenti posteriori sopravvivono per altre 6 o 7 ore, ma ancora prima che la marina russa si rendesse conto dell’incidente, a bordo sono già tutti morti.