Sulla rivista Nature compare un articolo del chimico F.J. Donahoe sulla Poliacqua (poliwater, o acqua II, o acqua anomala), considerandola “il polimero piu’ pericoloso che ci sia sulla Terra”. La storia comincia nella tranquilla cittadina sovietica di Kostroma, dove nel 1962 Nikolai Fedyakin scopre, o pensa di aver scoperto, uno stato fisico nuovo dell’acqua, piu’ denso, del 10% o 20%, una specie di gel insomma. Il suo lavoro passa inizialmente del tutto inosservato in Occidente. Del ghiaccio si conoscono ben 14 tipi, e sarebbe rivoluzionario, per le sue innumerevoli applicazioni, scorprire nuovi tipi anche di acqua liquida. Poi la notizia arriva alla rivista Nature e viene pubblicata in Occidente, per primi dal gruppo inglese di Brian Pethica. Si ipotizza una struttura molecolare esagonale. La paura di Donahoe, e’ che se questa si rivelasse una forma piu’ stabile dell’acqua, potrebbe trasferirsi a tutti gli oceani del mondo, trasformandoli in gelatina (acqua polimerica) determinando la fine della vita sulla Terra. Fin dall’inizio diversi ricercatori sollevano il problema delle minuscole quantita’ finora osservate, al limite degli strumenti, e delle possibili contaminazioni. Nel 1971 le voci favorevoli si riducono al lumicino, tanto che inizia ad essere chiamata polycrap… Alla fine anche i sovietici ammettono che la causa sono probabilmente contaminanti, e la poliacqua scompare improvvisamente. La scienza e’ fenomenale e oggettiva, ma e’ un processo collettivo fatto di persone che non sono sempre fenomenali e oggettive… A volte non solo la ricerca, la razionalita’, la creativita’ guidano lo scienziato, ma anche ambizione, invidia, illusione e talvolta (non necessariamente in questo caso) la disonesta’.



