Otranto. Al terzo giorno consecutivo di bombardamento furioso da parte degli ottomani. I turchi si aprono un varco. Si scatena la mischia e Francesco Zurlo, gia’ ferito nelle mischie precedenti, viene colpito a morte, e io suo cadavere, ancora bardato rimane a giacere sul varco. La guarnigione aragonese napoletana viene disfatta nello scontro. I tiurchi entrano in citta’ e si passa al combattimento strada per strada. Nella rabbiosa frenesia dei turchi viene ucciso anche il console veneziano, e la sua residenza saccheggiata. Una parte della popolazione si rifugia nella cattedrale, dove c’e’ anche l’arcivescovo Stefano Agricoli. Allo sfondamento del portone da parte dei turchi, lui continua a pregare, finche’ non gli viene mozzata la testa. Il macabro trofeo viene portato in giro nelle vie cittadine. I canonici, i sacerdoti, gli ebrei, sono subito trucidati in citta’. Da piu’ parti (il frate benedettino Ilarione da Verona, ma anche il rappresentante di Ludovico il Moro) ci sono testimonianze di giovani donne a cui viene tagliata la veste fino al pube, violentate, e poi uccise. Una buona parte della popolazione sopravissuta viene deportata verso Istanbul, come schiavi e concubine.



