Guido d’Arezzo introduce un sistema per scrivere la musica: ut, ere, mi, fa, sol, la (manca la settima nota: il si); Guido d’Arezzo, come aiuto mnemonico per le varie altezze della scala, suggerisce infatti ai suoi cantori di usare la prima strofa dell’inno a San Giovanni di Paolo Diacono, utilizzando la prima strofa di ciascun verso: UT queant laxis – REsonare fibris – MIra gestorum – FAmuli tuorum – SOLve polluti – LAbii reatum – sancte johannes; il Si sara’ aggiunto piu’ tardi, verso la fine del ‘400 dallo spagnolo Bartolomeo Ramos de Parej; nel’600, infine, l’Ut (che in Francia e’ ancora oggi usato), diventera’ per noi Do, ad opera di Giovan Battista Doni.



