L’abate Luigi Minichini (prete, avvelenatore, e carbonaro) stanco dei tentennamenti, scatena l’insurrezione a Nola, Avellino. Sventolando il tricolore della setta (rosso, nero e azzurro) insieme ai suoi venti seguaci si uniscono a reparti militari disertori con a capo Morelli e Silvati. A questo punto Guglielmo Pepe si mette a capo della rivolta. Per il sovrano Ferdinando I e’ troppo e cede annunciando la concessione della Costituzione il 6 Luglio.



