Beirut, Libano. L’esercito israeliano dichiara di aver ucciso il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Fonti iraniano dichiarano invece vivo Nasrallah e in posto sicuro. Il giorno dopo anche Hezbollah ammette la morte di Nasrallah. E’ stato ucciso in un “attacco mirato” insieme ad altri 20 membri anziani del gruppo con sede in Libano, tra cui Ali Karaki, il comandante del fronte meridionale di Hezbollah. L’IDF afferma che l’attacco è stato effettuato contro il quartier generale del gruppo militante, a Dahieh, una roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut. Si trovavano in un bunker a 30m di profondità sotto ad una zona residenziale. I caccia israeliani hanno lanciato un centinaio di ordigni penetranti per raggiungere il bunker. Almeno due palazzi crollano in parte o del tutto a causa delle esplosioni. Hezbollah, considerata un’organizzazione terroristica dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e da altri, è più di una milizia. È anche un partito politico, con rappresentanza nel parlamento libanese e parte del governo. Ha una base di appoggio significativa e fa parte della società libanese. E il supporto a Hezbollah da parte dell’alleato iraniano non viene a mancare. In Israele, invece, l’uccisione di Hasan Nasrallah sarà vista come una grande vittoria. Da più di 30 anni è il cuore pulsante di Hezbollah. Con l’aiuto dei suoi stretti alleati in Iran, ha trasformato Hezbollah in una forza combattente che nel 2000 ha costretto Israele a porre fine a un’occupazione ventennale del Libano meridionale. Nel 2006, ha guidato Hezbollah mentre combatteva contro Israele fino a bloccarlo. Nasrallah è stato il più grande nemico di Israele: negli ultimi anni, solo Yahya Sinwar, la mente dell’attacco di Hamas contro Israele nell’ottobre dello scorso anno, si è avvicinato. Contro la volontà dei suoi alleati americani, Israele ha intrapreso la lotta contro Hezbollah dopo quasi un anno di logorante guerra di confine. Nelle ultime settimane Israele ha attivato un piano di guerra sul quale lavorava dalla fine dell’ultima guerra con Hezbollah nel 2006. Il raid del 27 Settembre è stato condotto dagli F-15 dello Squadron 69, gli Hammers, già protagonista nel 2007 della distruzione di un reattore siriano. Nel bombardamento sono stati livellati alcuni palazzi, prossibilmente impiegando le bombe anti-bunker (come le BLU-109 americane da 1 ton e con 242Kg di esplosivo) che hanno scavato crateri giganteschi e provocato almeno 11 morti e 108 feriti. Concepite per distruggere protezioni protette (anche in cemento), penetrano nel target fino a 30m nel sottosuolo (o da 4 a 6m nel cemento) ed esplodono “all’interno” grazie a diversi sistemi, con una carica esplosiva limitata rispetto ad altri ordigni di simile massa.



