Beirut, Libano. Israele compie un raid mirato con due jet F-35 contro un rifugio dove è in corso una riunione degli alti comandi Hezbollah (il “partito di Dio”). Le vittime sono 45, di cui 32 civili e almeno 13 alti comandi Hezbollah, l’elite e dirigenza militare del gruppo, fra cui Ibrahim Aqil che, oltre che target israeliano a causa degli attacchi su Israele, ha una taglia di 7 milioni $ anche da parte del governo americano per essere ritenuto responsabile della strage del Aprile 1983 presso l’ambasciata americana a Beirut in cui furono uccise 63 persone e anche per per l’uccisione di 241 marines sempre in Libano del 23 Ottobre 1983. Ibrahim Aqil era appena uscito dall’ospedale per le ferite riportate dopo l’attacco con i pagers (cercapersone) di pochi giorni prima. Fra le altre vittime dell’elite Hezbollah vi sono: Hassan Hussein, comandante delle forze speciali della divisione regionale di Aziz; Samer Halawi, comandante della regione costiera; Abbas Muslimani, comandante della regione di Qana; Abdullah Hijazi, comandante della regione di Ramim Ridge; Muhammad Reda, comandante della regione di Khiam; Hassan Madi, comandante della regione del Monte Dov; Hassan Abd al-Satar, capo delle operazioni; Hussein Hadraj, capo di stato maggiore; Mohammad al-Attar, comandante del dipartimento di addestramento; e Mahmoud Hamad, un ufficiale operativo senior.



