Riad, Kingdom of Saudi Arabia (KSA). Il capo del governo libanese Saad Harari arriva nella capitale saudita e si presenta nella residenza del principe MbS in jeans e scarpe da ginnastica. Ma l’incontro non sarà quello che si aspetta… Il capo del governo libanese e le sue guardie vengono perquisiti, disarmati, privati di cellulari e cinture, passati nel metal detector. Hariri viene separato dalla scorta e rinchiuso in una stanza e qui interrogato e sottoposto a minacce e pressioni psicologiche. Riappare nel pomeriggio alle telecamere, sempre a Riad, legge un discorso in cui annuncia le sue dimissioni e lancia una serie di accuse all’Iran. Infine viene trasferito al famoso Hotel Ritz-Carlton di Riad. Le reazioni a Beirut sono di perplessità a e scetticismo. Una volta rientrato a Beirut, Hariri ritira le dimissioni, a riprova che non erano sincere. Sempre lo stesso giorno, MbS manda a chiamare anche unaa serie di sauditi ricchi e alto locati, e li riunisce tutti all’Hotel Ritz-Carlton di Riad. Fra questi c’è anche Alwaleed bin Talad, uno dei maggiori investitori sui mercati finanziari internazionali. In tutto sono oltre duecento persone. Li attende l’umiliazione suprema. Sono arrestati, spogliati dei telefonini e portafogli e rinchiusi nell’Hotel. Nelle stesse ore viene annunciata l’istituzione di una speciale authority anti-corruzione con poteri illimitati. Una volta rilasciati, gli “ospiti” preferiranno tacere sull’accaduto. Alcuni di loro saranno dotati di braccialetto elettronico. In tutto hanno dovuto pagare 100 miliardi $ per essere rilasciati, miliardi che vanno a rimpinguare le casse del Regno. La famiglia bin Laden, ad esempio, ha dovuto pagare il 36% del suo capitale (include oltre seicento persone alto locate in Arabia Saudita), le loro case, jet privati, gioielli delle mogli, una collezione di auto da corsa del valore di 36 milioni $. Naturalmente nessuna indagine è aperta sulle acquisizioni dello stesso MbS, il suo mega yacht, il suo castello in Francia, i suoi quadri d’autore.



