Porto di Gioia Tauro. Un buon uso della chimica (uno dei tanti): per sciogliere le armi chimiche (residui che in questo caso sono poi inceneriti in Gran Bretagna e Germania). Inizia lo stoccaggio di 280 container pieni di armi chimiche siriane, a bordo della nave militare americana Cape Ray. La nave permette di eliminare in 90 giorni circa 700 tonnellate di armi chimiche, trasportate da 4 navi militari norvegesi e danesi dalla Siria in Italia. La Cape Ray poi si sposta in alto mare e le disattiva con un processo d’idrolisi (sciogliendole nell’acqua, immettendo reagenti come idrossido di sodio e ipoclorito di sodio), trasformandole in 6 milioni di litri di liquido. La nave ha un termopropulsore in titanio con capacità di 8320 litri e la potenzialità di smaltire 25 tonnellate al giorno degli aggressivi chimici. I prodotti di decomposizione dopo l’idrolisi, assai meno tossici, saranno trasferiti in Germania e Gran Bretagna per l’incenerimento.



