Egitto. Vede la luce (quasi letteralmente) il progtto ScanPyramid, che prevede l’uso di rilevatori di muoni per mappare l’interno della parte solida delle piramidi egiziane. L’idea era di mezzo secolo prima, del fisico americano Luis Alvarez, già membro del Progetto Manhattan, poi fondatore e direttore del CERN e anche scopritore con suo figlio dello strato di Iridio (rilevato a Gubbio in Italia) che è la pistola fumante dell’impatto di Chixculub che ha estinto i dinosauri. Questa tomografia a muoni (o muography) rivela con incredibile dettaglio una sorpresa: una enorme camera nascosta proprio sopra il corridoio principale, senza accessi ad altre camere o corridoi, completamente chiusa e isolata. La tecnica era già stata usata in Giappone per avere mappe 3D dell’interno delle camere magmatiche del vulcano Mount Asama e verrà usata anche in Italia per il Vesuvio e l’Etna.



