Russia. Michail Borisovič Chodorkovskij viene arrestato per frode fiscale. La sua azienda Jukos in breve perde gran parte del suo valore in borsa, finché – a un anno dalla condanna a nove anni di carcere di Chodorkovskij, avvenuta nel 2005 – finisce in bancarotta e gli asset più importanti sono rilevati dalla compagnia di Stato Rosneft. Nel 2010 Chodorkovskij sarà condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro, estendendo così la sua carcerazione fino al 2017. Il suo è considerato dalla maggior parte degli analisti e dei media internazionali un processo politico, voluto da Vladimir Putin per sbarazzarsi di uno degli uomini più potenti del paese e che, prima di finire in carcere, aveva apertamente criticato lo stato di corruzione in cui versava la Russia. Amnesty International, denunciando le irregolarità dei processi, ha sempre considerato Chodorkovskij un prigioniero di coscienza. Michail Borisovič Chodorkovskij (in russo Михаил Борисович Ходоркóвский) nel 2003 era ritenuto l’uomo più ricco in Russia (con una fortuna stimata in un valore di 15 miliardi di dollari) e classificato al 16º posto nella lista dei miliardari di Forbes. Fondatore e leader dell’organizzazione anti-Putin «Open Russia», riconosciuta dal governo russo come “agente straniero”, andrà poi a vivere a Londra dove ha dichiarato: “Non sono più un insider del potere russo”.



