Molti detenuti mafiosi sottoposti al regime del carcere duro (secondo l’articolo 41-bis della legge del 26 luglio 1975, n. 354) sono reclusi nel carcere di Fornelli all’Asinara in Sardegna. Tra i reclusi vi e’ anche Totò Riina. A cavallo degli anni ottanta e novanta vi è stato recluso anche il capo della nuova camorra organizzata Raffaele Cutolo. Per la fruizione dell’ora d’aria, nel carcere di Fornelli e nel bunker di Cala d’Oliva (dov’erano incarcerati Riina, Cutolo e Leoluca Bagarella) sono ricavati dei piccoli cortili per far sì che i detenuti non abbiano contatti diretti tra loro. Il carcere dell’Asinara può considerarsi una sorta di seconda Alcatraz, in quanto anche qui solo un detenuto riuscì a fuggire (il primo settembre 1986) nei suoi 112 anni di attività (contro i 14 tentativi di fuga da Alcatraz): si tratta di Matteo Boe, bandito sequestratore sardo, il suo complice, Salvatore Duras, fu catturato mentre Boe riuscì a fuggire a bordo di un gommone. Questo fa dell’Asinara il carcere con il minor numero di evasioni al mondo.



