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Published on: S

1990

Robert Folk dell’Universita’ del Texas ad Austin, richiama l’attenzione scientifica su minuscoli oggetti sferoidali e ovoidali ritrovati nelle rocce sedimentarie che si trovano nelle sorgenti calde di Viterbo; si potrebbe infatti trattare di nanobatteri fossili, resti calcificati di organismi di 30nm di dimensione (mentre quelli moderni devono misurare almeno qualche centinaio di nm per poter contenere i ribosomi che collegano fra loro gli aminoacidi per formare le proteine)