Ronald Rivest, Adi Shamir, Leonard Adleman, rendono pubblico il RSA, un sistema di crittografia asimmetrica. Lo fanno tramite un articolo di Martin Gardner su Scientific American, intitolato “A new kind of cipher that would take millions of years to break”. Il meccanismo di base si basa sull’assunto che la fattorizzazione in numeri primi di un numero molto grande, e’ un’operazione intrinsecamente difficile e lunga da effettuare. Il contributo di Diffie-Hellman-Merkle, e poi di Rivest-Shamir-Adleman, e’ probabilmente il piu’ grande passo avanti per la crittografia in duemila anni. PS: Gardner sfida anche i suoi lettori proponendo una chiave pubblica di un codice criptato. La chiave e’ 114381625 7578888676 6923577997 6146612010 2182967212 4236256256 1842935706 9352457338 9783059712 3563958705 0589890751 4759929002 6879543541. Resistera’ all’assalto di matematici, informatici e ingegneri per ben 17 anni. Poi il 26 Aprile 1994, un team di ben 600 volontari, annuncia i fattori primi: RSA-129 = 3490529510847650949147849619903898133417764638493387843990820577 × 32769132993266709549961988190834461413177642967992942539798288533. Il messaggio puo’ quindi essere decodificato, finalmente, nel 1994. E si rivela essere: “The magic words are squeamish ossifrage”. Il numero di cifre (bit in realta’) impiegate comunemente per i codici RSA e’ pero’ nel frattempo aumentato parecchio, tanto da richiedere tutta la capacita’ di calcolo (di computer basati su silicio) del pianeta per piu’ dell’eta’ dell’Universo, per essere scomposto in fattori primi.



