Ladislao Reti scopre e pubblica il Codex Madrid originale di Leonardo Da Vinci. Si tratta di due volumi per un totale di 197 pagine in cui, fra le altre cose, descrive come una chimera il moto perpetuo, descrive la lega migliore per abbattere l’attrito (3 parti di rame, 7 di stagno, fuse assieme) tre secoli in anticipo sui tempi, conclude anche che tutti i movimenti dell’universo ubbidiscono alle stesse leggi fisiche, e che l’uomo è una macchina, un uccello è una macchina, l’intero universo è una macchina, ridicolizza gli astrologi, gli alchemisti e tutti quelli che credono in spiegazioni non meccanicistiche fra causa ed effetto, e relega l’idea dei miracoli nel reame dei preti.



