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Published on: VG

1 Dicembre 1961

Frascati, Italia, nei pressi di Roma. Viene collaudato il primo acceleratore di particelle costruito per far collidere, a velocità prossime a quelle della luce, particelle da direzioni opposte. Si chiama Ada: Anello di accumulazione. E’ il “nonno” dell’acceleratore LHC di Ginevra. Ada rappresenta quindi la prima macchina al mondo nella quale i fasci di particelle si scontrano frontalmente dopo aver orbitato. E’ un grande successo dei Laboratori di Frascati del neonato Istituto nazionale di fisica nucleare. In quel periodo una serie di circostanze non casuali portò la scienza italiana in una affascinante avventura che avrebbe lasciato nel futuro il segno della “fisica delle particelle elementari”. Quella fisica era nata negli anni Quaranta con l’esperimento di Marcello Conversi, Ettore Pancini e Oreste Piccioni , che avevano identificato un componente dei raggi cosmici non previsto da alcuna teoria: il “muone”. Poi, un sogno di Fermi si era realizzato, grazie alla determinazione di Edoardo Amaldi e Gilberto Bernardini: un acceleratore nazionale che affiancasse in Italia le macchine europee del Cern di Ginevra: il sincrotrone per elettroni dei Laboratori nazionali di Frascati (Lnf) era, al tempo, l’acceleratore più efficiente di quel tipo al mondo, costruito dal trentatreenne Giorgio Salvini con uno staff di ventenni appena laureati (fisici e ingegneri, scelti con lungimiranza e fiducia).