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21 Ottobre 1946

Germania Est. Il generale Gaidukov, comandante militare della Zentralwelke che sta sfornando migliaia di V-2 per i sovietici, offre un banchetto per gli scienziati e i tecnici. Si mangia caviale e scorrono fiumi di vodka. La sera stessa, a sorpresa, 92 treni con i 2000 tecnici e scienziati tedeschi e le loro famiglie (in tutto circa 5000 persone), sono caricati alla volta dell’Unione Sovietica. Sentinelle armate pattugliano le poche e brevi fermate, e poi arrivano a Monino, nei pressi di Mosca. Nel 1955, dopo aver trasferito il know-how a tecnici e scienziati sovietici, i tedeschi (di cui i russi non si fidavano) verranno rispediti in Germania Est. Verranno trattenuti solo alcuni personaggi di talento, provenienti dalle fabbriche di spicco (Heinkel, Junkers, Siebel), e verranno alloggiati nel villaggio che prendera’ il nome di Malaya Germania (Piccola Germania). Ci volle molto più tempo di quanto i sovietici avessero sperato che gli esperti sovietici, lavorando con l’assistenza tedesca, assemblassero finalmente un V-2 funzionante: non fino al 18 ottobre 1947, un V-2 fatto di componenti di produzione tedesca sollevò il lancio pad a Kapustin Yar. Questi lanci iniziali si sono rivelati disastrosi, con almeno un razzo che ha virato fino a 180 chilometri dalla sua traiettoria di volo prevista. Di conseguenza, il programma sovietico rimase fortemente dipendente dagli scienziati tedeschi, in particolare dagli specialisti di orientamento, mentre tentavano di costruire versioni più affidabili del progetto tedesco. L’anno successivo, i sovietici produssero per la prima volta la loro versione del V-2, chiamata R-1. Era funzionalmente una replica del suo predecessore tedesco, ma realizzato interamente con componenti prodotti all’interno dell’Unione Sovietica. Tuttavia, i problemi hanno afflitto il suo dispiegamento: il design non è stato perfezionato fino al 1950, a quel punto la sua utilità come sistema d’arma era passata a causa della sua portata e precisione limitate. Il valore finale dell’R-1 derivava dall’esperienza acquisita dagli esperti sovietici replicando i razzi tedeschi. Quel processo ha richiesto una grande quantità di assistenza tedesca, ma si è rivelata una formazione fondamentale per ingegneri e designer sovietici. L’importanza dei tedeschi a Gorodomlya e altrove può essere giudicata dal loro trattamento: secondo lo scienziato missilistico sovietico Boris Chertok, i sovietici pagavano i tedeschi più dei propri cittadini, fornivano loro case private e concedevano loro una maggiore libertà di viaggiare all’interno del Unione Sovietica, con l’obiettivo di incentivare la loro produttività. Il trattamento relativamente generoso degli scienziati missilistici tedeschi – un’indicazione della loro importanza – contrasta favorevolmente con il trattamento degli esperti tedeschi in altre aree di ricerca strategica in cui i sovietici facevano meno affidamento su di loro.