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1945

Mauthausen, Austria. Nel settore più settentrionale dell’”area sorvegliata” del campo viene costruita una tendopoli in cui tifo, denutrizione e malattie provocano centinaia di vittime (molte di esse sepolte in fosse comuni, perché i crematori non bastavano più allo smaltimento dei cadaveri). In aprile una serie di trattative con la Croce Rossa permette la liberazione di alcune centinaia di detenuti (in maggior parte francesi). Ma fra il 20 e il 28 aprile vengono eliminate nella camera a gas del campo principale diverse centinaia di prigionieri (sicuramente almeno 650) prelevati dal Krankenlager o Revier (Campo russo). Tra di essi un alto numero di italiani. Il 29 aprile la camera a gas viene parzialmente smantellata. Il 5 maggio 1945 il Lager di Mauthausen viene raggiunto da due autoblindo alleate e il Comitato internazionale di resistenza (tra i componenti, l’italiano Giuliano Pajetta), sorto clandestinamente nel marzo, si impadronisce del campo, liberandolo con le armi strappate ai nazisti. Si trovavano nel campo principale, in quel momento, circa 20.000 prigionieri, quasi tutti al limite della sopravvivenza. Più del 10% moriva nel mese successivo alla liberazione. Si calcola che siano passati per il complesso dei Lager dipendenti da Mauthausen circa 230.000 deportati. I morti furono almeno 120.000.