Mario Pezzi entra nella storia dell’aeronautica. Assegnato al 1° Centro Sperimentale, il 7 maggio del 1937 conquista il primato di altezza raggiungendo la quota di m 15655 a bordo di un Ca.161. Per tale occasione Pezzi indossa una speciale tuta scafandro, pressurizzata e riscaldata elettricamente e un casco a tenuta stagna, simile a quello degli odierni astronauti. Il record però viene immediatamente superato dall’inglese Adams costringendo il Tenente Colonnello Pezzi a ritentare l’impresa il 22 ottobre 1938 con lo stesso Caproni Ca.161 modificato in “speciale Ca.161 bis”, dotato un motore Piaggio a doppio compressore e di una cabina stagna, antesignana delle moderne cabine pressurizzate, arrivando a quota 17083 metri: un primato eccezionale ancora oggi imbattuto per velivoli con motore a pistoni. Per aver compiuto questa storica impresa, Pezzi venne decorato con la Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico e promosso al grado di Colonnello. Trasferito al Comando Aeronautica dell’Africa Orientale, nel 1941 viene nominato Capo di Stato Maggiore. Nel dicembre 1943 assume il comando dell’Unità Aerea operante fino al febbraio 1945. Nel settembre 1948 assume l’incarico di Direttore Generale del Personale Militare dell’Aeronautica, Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa nel 1950 ed infine, nel 1955 viene nominato Segretario Generale dell’Aeronautica ultimo incarico fino al collocamento in congedo. Muore a Roma il 26 agosto del 1968.



